Fédération des barreaux d’Europe

La creazione della commissione

La Commissione per il Mediterraneo è stata istituita il 12 ottobre 1990, in occasione dei lavori della prima ASSISE DEL MEDITERRANEO, celebratasi ad Aix- en-Provence ; sostenuta da Raoul Legier ed Eugenio Gay, all’epoca Presidenti degli Ordini, rispettivamente, di Marsiglia e Barcellona, si occupa alle prime battute di un tema particolarmente suggestivo, la “ricerca di un diritto comune nell’Europa del Sud”.

L’obiettivo principale della Commissione, che è quello di garantire i contatti tra i giuristi del Mediterraneo, è stato sancito statutariamente, peraltro sin dalla sua costituzione, dalla Federazione degli Ordini Forensi d’Europa, che rappresenta gli Ordini degli Avvocati e i Consigli Nazionali degli Stati membri del Consiglio d’Europa.

All’interno della Commissione per il Mediterraneo operano stabilmente e attivamente, oltre agli Ordini Forensi dell’Europa meridionale appartenenti alla FBE, numerosi altri Ordini dei Paesi delle sponde Sud ed Est del Mediterraneo.

Proprio in considerazione della sua peculiarità, lo Statuto della FBE prevede che la Segreteria Tecnica della Commissione del Mediterraneo faccia capo alla Segreteria della Presidenza, e non a quella delle Commissioni. La stessa, peraltro, per natura e composizione, è l’unica dotata di un proprio Statuto : in altre parole, qualcosa di più di una semplice Commissione.

Unitamente a Marsiglia e Barcellona, che devono considerarsi gli Ordini propulsori di questa Commissione, ai quali si sono immediatamente aggiunti quelli di Valencia, Napoli, Montpellier, Trani, Alicante, Ragusa, Oporto, Genova, Ceuta, Taormina, Aix-en-Provence, Perpignan, Malaga, Nimes, Parigi e Madrid, deve sottolinearsi la rilevanza del ruolo svolto dagli Ordini non appartenenti alla FBE, su tutti quello di Casablanca.

Altri Ordini, come quelli di Argel, Istanbul, Beirut, Meknes, Tunisi, Marrakech, Libia ed Egitto, partecipano abitualmente ai lavori della Commissione e alle sue Assisi, riunioni periodiche della durata di due o tre giorni che si tengono alternativamente sulle sponde del Mediterraneo su temi di rilevanza giuridico-sociale, che si prefiggono di individuare percorsi comuni tra le culture e le consuetudini giuridiche dei diversi Paesi con l’obiettivo di creare una vera e propria Comunità del Mediterraneo, che concepisca il diritto come fattore centrale della società civile, e riconosca la piena dignità della persona quale soggetto centrale dell’ordine giuridico, contribuendo così a creare spazi concreti di pace e di libertà.

In occasione di queste Assisi sono stati istituiti, in seno alla Commissione, organismi giuridici che, in condizione di assoluta autonomia, operano attivamente e proficuamente in favore dell’intera comunità mediterranea, quali l’OGIM (Osservatorio Giuridico Internazionale sulla Migrazione), che ha la sua sede principale a Trani, il Foro Ispano-Arabo dei Giuristi e la Corte di Arbitrato Ispano-Marocchina, con sedi a Casablanca e a Madrid, e la Fondazione degli Studi Giuridici sul Turismo Mediterraneo, ubicata a Malaga.

La Commissione è consapevole che l’unità nella regione del Mediterraneo e, quindi, il proprio progetto politico di una Unione per il Mediterraneo, potrà realizzarsi soltanto in una condizione di pace e di prosperità dell’area, e si propone, quindi, a livello professionale, di svolgere un ruolo intuitivamente importante per favorire la coesistenza e la cooperazione tra gli Ordini, e, in particolare, tra quelli di Israele e Palestina, che contribuisca concretamente all’opera di pacificazione e al futuro del territorio.

Francisco PUCHOL-QUIXAL