Fédération des barreaux d’Europe

FBE Interview : Thorbjørn Jagland, Segretario del Consiglio d’’Europa

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Thorbjorn Jagland

1) Quali sono le ragioni che l’hanno spinta ad assumere la carica di Segretario Generale del Consiglio d’Europa ?

Il Consiglio d’Europa ha la storia più lunga di tutte le organizzazioni di cooperazione europee esistenti. Rappresenta uno degli organismi governativi più importanti d’Europa e svolge un ruolo unico nella tutela dei diritti dei singoli cittadini difendendo la democrazia, lo stato di diritto ed i diritti umani in tutto il continente europeo.

Forte dei suoi 47 Stati membri (tra i quali la Russia, la Turchia ed i paesi del Caucaso), l’Organizzazione ha un ruolo essenziale da svolgere per mantenere la pace e la stabilità, e deve consolidare la sua posizione tra le istituzioni europee ed internazionali.

I valori che questa Organizzazione incarna, difende ed incoraggia hanno forgiato il mio carattere e guidato la mia vita politica.

Nel 2009, il Consiglio d’Europa ha dovuto confrontarsi con numerose difficoltà : mancanza d’interesse politico da parte delle nostre capitali, bilancio al ribasso e scarsa visibilità. Il Consiglio d’Europa aveva bisogno di riflettere meglio la politica d’Europa per ottenere un accesso diretto alla dirigenza europea ed evidenziare la rilevanza politica del suo lavoro. Chiaramente occorreva mettere l’Organizzazione nella situazione di promuovere al meglio i diritti dell’uomo, la democrazia e lo stato di diritto. Sono stato successivamente Primo Ministro, Ministro degli affari esteri, Presidente del Parlamento e Presidente del Comitato Nobel norvegese per la pace, e ho voluto mettere la mia esperienza e le mie convinzioni al servizio del Consiglio d’Europa per rilevare tutte le sfide che doveva affrontare.

Durante la mia elezione nel giugno 2009, ho insistito sul bisogno di riforme e di una più stretta cooperazione con l’Unione europea e l’OSCE. Grazie alle riforme portate avanti, il Consiglio d’Europa è ormai diventato flessibile e reattivo, in grado di offrire assistenza quando e dove è necessario. Il suo approccio, basato su strumenti giuridici e non politicizzati, è il solo in grado di aiutare gli Stati membri a compiere progressi.

Quasi due anni dopo l’assunzione della mia carica, sono convinto che insieme, possiamo assicurare che il Consiglio d’Europa, con i valori che rappresenta, svolge un ruolo legittimo nella formazione della nuova Europa – e di un nuovo mondo -.

2) Qual è, a suo avviso, il ruolo che riveste la sua istituzione nella società ?

Il Consiglio d’Europa deve rimanere il polo di riferimento per i diritti dell’uomo in Europa. In una situazione in cui le nuove forze economiche e tecnologiche come pure le tendenze populiste crescenti esercitano la loro pressione sulle democrazie, è ancora più importante insistere sul rispetto delle norme e dei valori democratici, e su una rigorosa osservanza di tutti gli impegni presi dai nostri 47 Stati membri.

Il progetto d’integrazione europea continuerà ad essere messo a dura prova in futuro. Pertanto, dovrebbero essere coinvolti nello sviluppo della politica i giovani che navigano su Internet, Facebook e Twitter. Infatti, Twitter e Facebook hanno un reale potere di mobilitazione ma non fanno politica. Se siamo in grado di incoraggiare i giovani a modellare la politica, sarà un bene per tutte le nostre democrazie. Se falliamo, il divario tra coloro che governano e coloro che sono direttamente interessati continuerà ad aumentare. Questi saranno i temi importanti del Forum mondiale della democrazia che lanceremo a Strasburgo dal 5 al 11 ottobre.

Un’altra conseguenza della rivoluzione tecnologica è la globalizzazione, che ha aperto nuove prospettive generando nuove minacce. Sembra che sempre più individui definiscano la loro identità contrastando quella degli altri. Pensano di proteggere la loro religione o cultura impedendo agli stranieri di entrare nel loro territorio o espellendoli.

In questo contesto, è necessario che continuiamo ad attuare il rapporto « Vivere insieme » - sviluppato da un gruppo di eminenti personalità, ma anche che intensifichiamo i nostri sforzi per affrontare la questione delle migrazioni. Poiché i problemi di discriminazione e le relazioni tra maggioranze e minoranze peggiorano, si avverte la necessità di sviluppare politiche educative che affrontino le questioni interculturali e promuovino il vivere insieme nella diversità culturale.

Le forze politiche maggioritarie in Europa devono unirsi per trovare un modo per lottare contro i discorsi di odio e per concordare un linguaggio comune per trasmettere, nell’opinione pubblica, un messaggio che veicoli l’idea che la diversità è la nostra parte comune della vita.

3) Qual è, a suo avviso, la più grande sfida della vostra istituzione negli anni a venire ?

Dobbiamo preservare e rafforzare il sistema di equilibrio dei poteri che è essenziale per il normale funzionamento della democrazia. Anche se i problemi e le minacce variano da un paese all’altro, ci sono tre categorie di problemi su cui dovremmo, a mio parere, concentrarci nel 2012 e nei prossimi anni, vale a dire : l’organizzazione di elezioni libere ed eque, la tutela della libertà dei media e la promozione di un sistema giudiziario efficace e indipendente.

Ricordando il sistema di equilibrio dei poteri a livello nazionale, non bisogna dimenticare la sua dimensione europea rappresentata dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Questa Corte è il garante ultimo del sistema dello stato di diritto in tutto il continente. Dobbiamo salvaguardare il diritto di istanza individuale al termine del processo storico e la necessaria riforma della Corte.

Dobbiamo anche tutelare il principio secondo il quale tutti gli Stati membri sono uguali secondo la Convenzione. Certamente, è vero che alcuni Stati membri sono più avanzati di altri nell’integrazione delle norme della Convenzione nella loro legislazione. Tuttavia, nuovi disordini politici possono verificarsi anche in essi. Qualcuno deve avere il diritto di intervenire.

La Corte ha un duplice ruolo : da un lato quello di aiutare gli Stati membri, che non hanno ancora provveduto, ad adeguare la loro legislazione alla Convenzione, e dall’altro lato impedire qualsiasi ritorno alle pratiche antidemocratiche. Questo era il vero obiettivo della Corte quando Winston Churchill ha preso l’iniziativa di crearla.

La riforma della Corte si effettua insieme ad un altro processo storicamente importante, vale a dire l’adesione dell’UE alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Quando questa adesione sarà effettiva - e la Corte sarà riformata - il meccanismo paneuropeo di equilibrio democratico dei poteri giungerà alla sua fase finale e funzionerà completamente. Tutte le difficoltà non sono ancora diminuite ma, se esiste la volontà politica, possono essere rapidamente superate.

A coloro che sono reticenti all’idea di sottomettere l’UE agli stessi obblighi ed alla stessa Corte degli Stati membri del Consiglio d’Europa, vorrei dire questo : non aspettatevi, in questo caso, di avere molto peso quando criticherete certi Stati membri che non rispettano le norme comuni.

Se la nostra azione avrà successo e se otterremo risultati concreti e misurabili su queste priorità, l’idea di un’Europa ambiziosa, pacifica, prospera e lungimirante, composta da paesi uniti ed aperti ai loro vicini, avrà la possibilità di diventare realtà.