Fédération des barreaux d’Europe

LA PROTEZIONE DELLA PRIVACY IN EUROPA

Da 22 anni a questa parte, la chiave del successo della Federazione degli Ordini Forensi d’Europa (FBE) è lo scambio reciproco fra gli ordini degli avvocati dei paesi appartenenti al Consiglio d’Europa.

Gli ordini degli avvocati devono adattarsi ai cambiamenti nell’esercizio della professione e devono garantire assistenza in materia di applicazione delle direttive europee, ciò soprattutto in relazione all’esercizio della professione. Le condizioni di maggiore flessibilità, di maggiore assistenza e l‘aumento dei controlli favoriscono le condizioni per far sì che i clienti possano contare su avvocati che siano partner e consulenti legali affidabili, puntuali e degni di fiducia in caso di controversie.

Specialmente negli ultimi cinque anni abbiamo risentito degli effetti della legislazione europea e della sua influenza. In questi anni, i diritti civili e l’indipendenza degli avvocati, in particolar modo il diritto alla privacy, sono sempre stati argomento di discussione. Il trattato di Lisbona e i relativi diritti fondamentali hanno avuto ripercussioni significative sulle funzioni di competenza della FBE.

La riservatezza della corrispondenza era ed è continuamente in pericolo. Grazie al Parlamento europeo e alla direttiva sulla consulenza legale, il diritto alla privacy sarà di nuovo protetto.

Secondo la proposta di regolamento generale della Commissione europea sulla protezione dei dati, gli avvocati dovrebbero immediatamente informare le relative controparti quando trattino i loro dati. Inoltre, dovrebbe essere garantito dalle autorità nazionali incaricate della protezione dei dati un diritto di accesso ai fascicoli relativi alla controparte posseduti dall’avvocato.

Solo il Parlamento europeo ha sostenuto la posizione che non si debba poter introdurre tale obbligo quando i dati siano soggetti alla regola professionale dell’obbligo di riservatezza.

Noi avvocati e i nostri assistiti abbiamo bisogno di un Parlamento europeo più forte.

Inoltre, occorre esigere che la proposta della Commissione di un nuovo quadro normativo per la difesa dello Stato di diritto nell’UE (COM[2014]158 def.) non preveda soltanto il regolare funzionamento degli organismi e meccanismi nazionali competenti. Secondo la stessa Commissione si dovrebbe prevedere un rapido meccanismo di allarme a difesa dello Stato di diritto.

Michael AUER