PARERE sulla relazione dei gruppi di lavoro IBA – e OCSE sul ruolo degli avvocati e delle strutture commerciali internazionali

14.02.2020

La segreteria dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e l’IBA (International Bar Association) verificano il ruolo degli avvocati nella scoperta, identificazione e impedimento di comportamenti illegali nell’ambito di transazioni commerciali, specialmente le transazioni a carattere internazionale.

La presente relazione viene interamente respinta, perché il lavoro degli avvocati viene travisato già nei suoi aspetti fondamentali. Prescindendo dagli obblighi professionali previsti dalla legge e dagli Standard etici sull’esercizio della professione legale si giudica in modo errato sull’esercizio della professione forense e sul lavoro svolto dagli avvocati.

1. La competenza formale o materiale per produrre una tale relazione non spetta né all’OCSE né all’IBA. Le prescrizioni normative pertinenti, le regole standard nonché l’etica professionale degli avvocati vengono interamente ignorate.

2. Il rapporto ignora inoltre che gli avvocati operano in numerose strutture e svolgono numerose prestazioni d’opera in diversi ordinamenti giuridici.

È di per sé contraddittorio voler promuovere una cultura della Compliance e contemporaneamente criminalizzare in toto la professione forense.

L’approccio d’insieme del rapporto qui in discussione è pertanto da ritenersi errato, in quanto ignora la varietà delle attività della professione forense e i vari rischi ad esse connessi.

3. A causa di reati commessi da singoli la relazione generalizza il comportamento e/o le omissioni di tutti gli avvocati come penalmente perseguibili e considera gli avvocati in generale come complici dei propri clienti condannati.

4. In particolare in relazione alle transazioni internazionali viene attribuito agli avvocati l’abuso del segreto d’ufficio suscitando l’impressione che gli avvocati ricevano appositamente l’incarico di infrangere la legge e adottare comportamenti illeciti.

5. Con questa relazione la posizione degli avvocati in Europa viene intenzionalmente screditata. L’accusa sostiene in generale che gli avvocati dovrebbero impedire ai clienti di pagare tangenti. 

6. Si attribuisce alla federazione degli ordini forensi d’Europa l’incapacità di mantenere l’ordine e obbligare i propri membri al rispetto delle regole.

Questo è notoriamente falso.

7. La relazione è chiaramente un attacco politicamente motivato al diritto nonché all’obbligo da parte dell’avvocato al segreto d’ufficio. Ciò non contribuisce alla stabilità globale in quanto si tratta di un indubitabile attacco ai diritti dei clienti.

La Federazione degli Ordini Forensi d’Europa respinge tale relazione nella sua interezza in quanto falsa e screditante.