Fédération des barreaux d’Europe

Editorial : THE WAY OUT OF THE CRISIS IS THROUGH TRAINING - EN, IT, DE, ESP, FR

THE WAY OUT OF THE CRISIS IS THROUGH TRAINING

The financial crisis has struck all the world’s economies.

Lawyers have not been spared as they work with individuals or economies suffering from the harmful effects of the excesses of world finance.

To escape this crisis, it is necessary to return to the basic values of the profession.

First of all, our degree of obligations and our committment to our code of ethics cannot be compromised to help us overcome the crisis. Taking short cuts with our code of ethics will lose our clients’ trust. The code of ethics should on the contrary be reinforced and applied rigorously if we want to sustain our identity as lawyers.

Furthermore, companies and individuals need legal innovation. We can no longer be content with a mediocre level of service. We must aim for a legal service noted for its excellence.

So training is essential. In Europe the level of initial training which gives access to the lawyer’s profession must be improved. Then further training must become obligatory. In fact the competitiveness of lawyers and firms will be based on the quality of their training.

Better trained lawyers are now necessary. Our fees are tied to the value added brought by our skills for our clients and not to the length of time spent, the repetition of documents or known services.

A higher level of qualification must be required for entering the profession. This decision should be taken throughout Europe, taking the free movement of lawyers into account.

Specialisation must also be encouraged, as it is essential for industrial or financial globalisation. Specialisation is an indivisible part of a firms’ strategy. It should also be linked to innovation, the traditional engine of competitiveness.

Innovation in service industries cannot be reduced to technological innovation. We can invent new legal instruments and new areas of expertise.

Legal innovation is essential. As part of globalisation, tomorrow’s law firms will have departments which specialise in innovation, researching new legal services and new products. Bar associations and the national organisations should think about creating new Law laboratories which will allow every lawyer to benefit from these new instruments tailored for clients’ needs.

Finally, further training and mobility for European lawyers must be encouraged. I must be able to find training in any of the European countries. I should be able to follow symposia all over Europe and receive an attestation which will allow me to validate the hours spent doing this training course with my Bar, where this training course is obligatory.

The Federation of European Bars proposes that all the member Bars should sign the declaration of mutual recognition for further training. This is the “Barcelona Declaration” made at the start of the legal year of the Barcelona Bar on 6th February 2010.

Please find this charter enclosed as an annexe in the five languages used by the Federation of European Bars. The bars should accede to it and encourage their members to follow training courses.

Of course it will be necessary for the Bars which are members of the Federation of European Bars to announce to us which symposia and training courses they are organising. The information will be made available on the EBF site.

Michel BENICHOU President of the European Bars Federation

LA FORMAZIONE PER USCIRE DALLA CRISI

La crisi finanziaria ha colpito l’economia di tutti i Paesi europei, ed è quindi evidente che gli avvocati, operando ed interagendo con i soggetti e gli organismi che ne hanno patito direttamente gli effetti, non possono esserne stati risparmiati.

E’ necessario, allora, per individuare soluzioni concrete al problema, imporre l’osservanza delle regole fondamentali della professione, con particolare riferimento ai canoni della deontologia professionale, il cui rispetto va garantito con assoluto rigore, anche al fine di riaffermare l’identità e la soggettualità dell’avvocatura nella società civile. D’altra parte, l’innovazione giuridica è una necessità imprescindibile per le imprese e i soggetti privati, e non è più possibile accontentarsi di un servizio di qualità media, ma è fondamentale aspirare a un’elevata qualità prestazionale.

La formazione è dunque essenziale, ed è quindi ineludibile, in Europa, la necessità di elevare il livello della formazione iniziale, e di assicurare l’obbligatorietà della formazione continua, perché la competitività degli avvocati e degli studi legali sia garantita dalla qualità e dall’etica.

E’ particolarmente diffusa l’esigenza che la formazione del giurista sia sempre più attentamente curata : è necessario, ad esempio, che i nostri onorari siano rapportati al valore e al livello di competenza che la nostra prestazione garantirà ai nostri clienti,e non invece al tempo passato o alla ripetizioni di atti o servizi conosciuti.

E’non meno importante richiedere e pretendere che in tutti i Paesi Europei, anche in considerazione della libertà di circolazione, si assicuri un sempre più elevato livello degli studi universitari, fondamentali per l’accesso alla professione ; ed è altrettanto essenziale, nel contesto della globalizzazione industriale e finanziaria, favorire la specializzazione, che non può naturalmente prescindere dalla adozione di adeguati strumenti di innovazione-

L’innovazione, però, non può e non deve intendersi come una sorta di rivoluzione di natura meramente tecnologica, ma deve avere un più ampio respiro : si possono inventare, ad esempio, nuovi strumenti giuridici, nuovi campi anche per le indagini peritali, altri e diversi settori di intervento e di elaborazione.

L’innovazione è un diritto che non può non ritenersi essenziale, ed è agevolmente immaginabile che gli studi legali del futuro, nel quadro della mondializzazione, si gioveranno di servizi specializzati nell’innovazione e nella ricerca di nuovi prodotti : è intuitivamente importante, quindi, che , parallelamente, gli Ordini Forensi e le rappresentanze istituzionali ed associative nazionali prendano atto, operando di conseguenza, della creazione di questi veri e propri laboratori del Diritto che consentiranno a tutti gli avvocati, attraverso l’adozione di questi nuovi strumenti di articolazione della propria attività, di assicurare una sempre maggiore qualità della prestazione nell’esclusivo interesse dei propri assistiti. E’ importantissimo, infine, sviluppare e omologare i modelli di formazione continua degli avvocati in Europa e la loro mobilità. Devo potermi formare in ogni paese europeo. Devo poter seguire percorsi ed eventi formativi in tutta Europa e avvalermi di un attestato che mi permetta, presso il mio Ordine Forense, ove la formazione sia obbligatoria, il riconoscimento dell’attività formativa svolta presso un qualsiasi altro Ordine del Continente.

La Federazione degli Ordini Forensi d’Europa ne ha fatto un obiettivo preciso, e ha proposto e propone a tutti gli Ordini aderenti di sottoscrivere la carta di mutuo riconoscimento in materia di formazione, la “Dichiarazione di Barcellona", formalizzata e siglata, tra gli altri anche dal Consiglio Nazionale Forense, il 6 febbraio 2010, che si allega nelle lingue ufficiali della F.B.E.

L’invito a tutti gli Ordini membri è quello di aderire a questa iniziativa, straordinariamente importante per la crescita dell’Avvocatura in Europa e per la riaffermazione dei suoi valori e della sua stessa dignità. E’ evidentemente necessario che tutti gli Ordini aderenti alla Federazione ci comunichino tutte le informazioni attinenti agli eventi formativi organizzati, al fine del loro coordinamento, nel rispetto delle linee indicate nella “Carta di Barcellona : i dati relativi saranno pubblicati on line sul sito della FBE.

Michel BENICHOU Presidente della Federazione degli Ordini Forensi d’Europa.

DURCH WEITERBILDUNG AUS DER KRISE HERAUSFINDEN

Alle Wirtschaftssektoren sind von der Finanzkrise getroffen worden.

Rechtsanwälte sind hierbei nicht verschont geblieben, da sie mit Privatleuten und Wirtschaftszweigen zusammenarbeiten, die die negativen Auswirkungen der in der internationalen Finanzwelt begangenen Fehltritte auszutragen haben.

Um einen Weg aus der Krise zu finden, müssen wir uns auf die grundlegenden Regeln unseres Berufs zurückbesinnen.

Zunächst dürfen das Niveau unserer Verpflichtungen sowie das Niveau der Berufsethik nicht einfach gesenkt werden, um uns dabei zu helfen, Oberhand über die Krise zu gewinnen. Machen wir bei den Berufs- und Standesregeln Abstriche, verlieren wir das Vertrauen unserer Klienten. Die Berufsethik muss in Krisenzeiten im Gegenteil verstärkt und rigoros angewendet werden, wenn wir unsere Identität als Rechtsanwälte bewahren wollen.

Unternehmen und Privatleute verlangen des weiteren nach Innovationen im juristischen Bereich. Man kann sich nicht mehr mit einer Dienstleistung mittlerer Qualität begnügen, sondern muss eine juristischer Dienstleistung anstreben, die sich durch ihre Vortrefflichkeit auszeichnet.

Die Weiterbildung ist somit von grundlegender Bedeutung. Das Ausgangsniveau der Schulung, welches den Zugang zum Beruf des Rechtsanwalts ermöglicht, muss in Europa verstärkt werden. Anschließend muss die Weiterbildung obligatorisch gemacht werden. Die Wettbewerbsfähigkeit von Rechtsanwälten und Kanzleien wird unweigerlich durch die Qualität und folglich die Weiterbildung geprägt werden.

Es wird nach stets besser geschulten Juristen verlangt. Unsere Honorare werden vom Wert abhängig sein, den wir unseren Klienten anhand unserer Kompetenzen erbringen, und nicht anhand der verbrachten Zeit oder der Wiederholung von bekannten Akten oder Dienstleistungen.

Es muss ein höheres Niveau für das Fähigkeitszeugnis verlangt werden, das zur Ausübung des Berufs notwendig ist. Diese Entscheidung muss aufgrund der Freizügigkeit von Rechtsanwälten in ganz Europa einheitlich getroffen werden.

Die Spezialisierung, die innerhalb der industriellen und finanziellen Globalisierung eine wesentliche Rolle spielt, muss ebenfalls gefördert werden. Die Spezialisierung ist untrennbar mit der Strategie der Firmen verbunden und muss ebenfalls mit Innovation assoziiert werden, ein übliches Mittel im Konkurrenzkampf.

Die Innovation von Dienstleistungen kann sich nicht auf technologische Innovationen beschränken. Es können neue juristische Mittel, neue Spezialisten-Bereiche geschaffen werden.

Die Innovation ist auch im Rechtswesen grundlegend. Anwaltskanzleien von morgen werden Abteilungen umfassen, welche auf Innovation, die Suche nach neuen juristischen Dienstleitungen und neuen Produkte spezialisiert sein werden. Die Rechtsanwaltskammern und nationalen Strukturen müssen über die Gründung derartiger Rechts-Laboratorien nachdenken, die es allen Rechtsanwälten ermöglichen werden, von diesen neuen, auf die Bedürfnisse der Kunden zugeschnittenen, Mittel zu profitieren.

Zuletzt muss die Fortbildung europäischer Rechtsanwälte und ihre Mobilität gefördert werden. Ich muss sich in jedem der europäischen Länder weiterbilden können. Es muss mir möglich sein, Kolloquien in ganz Europa zu besuchen und einen Nachweis zu erhalten, der es mir ermöglicht, bei der jeweils zuständigen Anwaltskammer die absolvierten Schulungsstunden anrechnen zu lassen, wenn die Weiterbildung obligatorisch sein wird.

Der Verband Europäischer Rechtsanwaltskammern schlägt allen Mitgliedskammern vor, die Charta zur gegenseitigen Anerkennung von Fortbildungen zu unterzeichnen. Es handelt sich um die „Erklärung von Barcelona“, die anlässlich der feierlichen Jahresversammlung der Anwaltskammer von Barcelona am 6. Februar 2010 verabschiedet wurde.

Sie finden diese Deklaration, in den fünf offiziellen Sprachen des Verbands Europäischer Rechtsanwaltskammern in der Anlage. Die Anwaltskammern sind aufgerufen, diese Deklaration ebenfalls zu unterzeichnen. . Fordern sie ihre Mitglieder dazu auf, Fortbildungen zu besuchen.

Natürlich ist es erwünscht, dass die Mitglieder des Verbands Europäischer Rechtsanwaltskammern uns über die von ihnen organisierten Kolloquien und Fortbildungen unterrichten werden. Diese Informationen werden auf der Internetseite des Verbands Europäischer Rechtsanwaltskammern veröffentlicht.

Michel BENICHOU Vorsitzender des Verbands Europäischer Rechtsanwaltskammern

SALIR DE LA CRISIS A TRAVÉS DE LA FORMACIÓN

La crisis económica ha afectado al conjunto de las economías.

Los abogados no se han salvado de ello, pues trabajan con particulares o economías que sufren los efectos nefastos de los excesos de las finanzas mundiales.

Para salir de esta crisis hay que retornar a las reglas fundamentales de la profesión.

En primer lugar, no podemos disminuir el nivel de obligaciones y de responsabilidad deontológica para ayudarnos a salir triunfantes de la crisis. Las excepciones a las reglas deontológicas nos privarán de la confianza de nuestros clientes. Por el contrario, en periodos de crisis la deontología se debe reforzar y aplicar con rigor si queremos mantener nuestra identidad de abogados.

Por otro lado, las empresas y los particulares necesitan una innovación jurídica. No podemos contentarnos con un servicio de mediana calidad. Hay que aspirar a un servicio jurídico de excelencia.

La formación es, pues, esencial. Es preciso reforzar en Europa el nivel de formación inicial que permita el acceso a la profesión de abogado. Además, es necesario hacer que la formación continua sea una obligación. Efectivamente, la competitividad de los abogados y de los despachos pasará por la calidad, es decir, por la formación.

Se exigen juristas cada vez mejor formados. Nuestros honorarios dependerán del valor aportado a nuestros clientes por nuestra competencia profesional y no del tiempo transcurrido o de la repetición de actos o servicios conocidos.

Se debe exigir un nivel superior de titulación requerido para ingresar en la profesión. Esta decisión debe tomarse en toda Europa, considerando la libre circulación de los abogados.

Se debe igualmente alentar la especialización, que es esencial en la mundialización industrial o financiera. La especialización está indisolublemente ligada a la estrategia de las empresas. Ésta debe ir igualmente ligada a la innovación, instrumento habitual de la competencia.

La innovación en los servicios no puede reducirse a la innovación tecnológica. Se pueden inventar nuevos instrumentos jurídicos, nuevos ámbitos de estudio.

La innovación en el derecho es esencial. Las empresas jurídicas del mañana, en el marco de la mundialización, dispondrán de departamentos especializados en innovación, en la búsqueda de nuevos servicios jurídicos, de nuevos productos. Los Colegios de Abogados y las instituciones nacionales de la abogacía han de reflexionar sobre la creación de estos laboratorios del Derecho que permitirán a todos los abogados beneficiarse de esos nuevos instrumentos adaptados a las necesidades de la clientela.

Es preciso, en fin, alentar la formación continua de los abogados europeos y su movilidad. He de tener la posibilidad de formarme en un país europeo. He de tener la posibilidad de asistir a coloquios en toda Europa y beneficiarme de un certificado que me permita validar en mi colegio, cuando la formación sea obligatoria, las horas empleadas en esa formación. La Federación de Colegios de Abogados de Europa propone al conjunto de los colegios miembros la firma de la carta de reconocimiento mutuo en materia de formación continua. Se trata de la "Declaración de Barcelona" realizada con ocasión de la rentrée de este colegio el 6 de febrero de 2010.

Encontrará esta carta adjunta en los idiomas utilizados por la Federación de Colegios de Abogados de Europa. Los colegios deben adherirse a ella. Han de alentar a sus miembros a continuar su formación.

Naturalmente, será preciso que los colegios miembros de la Federación de Colegios de Abogados de Europa nos indiquen qué coloquios, qué formación organizan. La información se incluirá en la página web de la FBE.

Michel BENICHOU Presidente de la Federación de Colegios de Abogados de Europa

SORTIR DE LA CRISE PAR LA FORMATION

La crise financière a frappé l’ensemble des économies.

Les avocats n’ont pas été épargnés puisqu’ils travaillent avec des particuliers ou des économies qui subissent les effets néfastes des excès de la finance mondiale.

Pour sortir de cette crise, il faut revenir aux règles fondamentales de la profession.

En premier lieu, on ne peut diminuer le niveau d’obligations et de responsabilité déontologique pour nous aider à triompher de la crise. Les exceptions aux règles déontologiques nous priveront de la confiance de nos clients. La déontologie, en période de crise, doit au contraire être renforcée et appliquée avec rigueur si nous voulons maintenir notre identité d’avocat.

Par ailleurs, les entreprises et les particuliers ont besoin d’innovation juridique. On ne peut plus se contenter d’un service de qualité moyenne. Il faut viser un service juridique d’excellence.

La formation est donc essentielle. Il faut renforcer, en Europe, le niveau de formation initiale permettant l’accès à la profession d’avocat. Il faut ensuite faire de la formation continue une obligation. En effet, la compétitivité des avocats et des cabinets passera par la qualité donc par la formation.

On exige des juristes de mieux en mieux formés. Nos honoraires seront liés à la valeur apportée par nos compétences à nos clients et non au temps passé ou à la répétition d’actes ou de services connus.

Il faut exiger un niveau supérieur de diplôme requis pour entrer dans la profession. Cette décision doit être prise dans toute l’Europe compte-tenu de la libre circulation des avocats.

Il faut également encourager la spécialisation qui est essentielle dans la mondialisation industrielle ou financière. La spécialisation est indissociablement liée à la stratégie des firmes. Elle doit également être liée à l’innovation, instrument habituel de la concurrence.

L’innovation dans les services ne peut pas se réduire à l’innovation technologique. On peut inventer de nouveaux instruments juridiques, de nouveaux domaines d’expertise.

L’innovation en droit est essentielle. Les firmes juridiques de demain, dans le cadre de la mondialisation, auront des départements spécialisés dans l’innovation, la recherche de nouveaux services juridiques, de nouveaux produits. Les Ordres et les structures nationales doivent réfléchir à la création de ces laboratoires du Droit qui permettront à tous les avocats de bénéficier de ces instruments nouveaux adaptés aux besoins de la clientèle.

Il faut, enfin, encourager la formation continue des avocats européens et leur mobilité. Je dois pouvoir me former dans l’un des pays européens. Je dois pouvoir suivre des colloques dans toute l’Europe et bénéficier d’une attestation qui me permettra, auprès de mon barreau lorsque la formation est obligatoire, de valider les heures passées à suivre cette formation.

La Fédération des Barreaux d’Europe propose à l’ensemble de ses barreaux adhérents de signer la chartre de reconnaissance mutuelle en matière de formation continue. Il s’agit de la "Déclaration de Barcelone" faite à l’occasion de la rentrée de ce barreau le 6 février 2010.

Vous trouverez, en annexe, dans les langues utilisées par la Fédération des Barreaux d’Europe, cette charte. Les barreaux doivent y adhérer. Ils doivent inciter leurs membres à suivre des formations.

Naturellement, il faudra que les barreaux membres de la Fédération des Barreaux d’Europe nous indiquent quels colloques, quelles formations ils organisent. Les informations seront placées sur le site FBE.

Michel BENICHOU Président de la Fédération des Barreaux d’Europe